Pizza che bontà, tutti i numeri di un piatto patrimonio dell’Unesco

Se durante un soggiorno all’estero sentite un po’ di nostalgia dell’Italia, state tranquilli: andando in giro per i vicoli della città che state visitando, difficilmente non scorgerete l’italianissimo simbolo della pizza in qualche insegna o cartello. La pizza è uno dei piatti italiani più amati all’estero, si consuma in tutti i continenti ed è ritratta come un vero tricolore sul piatto: il verde del basilico, il bianco della mozzarella e il rosso del pomodoro. Nel 2017 l’Unesco ha inserito l’arte dei pizzaioli napoletani nel patrimonio dell’umanità: in effetti molto si deve alla tradizione partenopea della pizza, a coloro che l’hanno inventa e reinventata più volte, sotto forma di cucina povera (pizza fritta) e gourmet.

Solo in Italia la pizza alimenta un giro d’affari da 6 miliardi di euro annui. Nelle pizzerie italiane, che sono circa 42.000 (la metà lavorano solo sull’asporto), si sfornano ben 56 milioni di pizze a settimana, preparate da una forza lavoro che può contare sulle braccia di circa 100.000 addetti. A fare il punto sui gusti degli italiani ci ha pensato un’indagine Doxa/Assobirra, che ha rilevato che il 63% degli italiani consuma la pizza come piatto unico, mentre il restante 37% richiede anche un antipasto o un dolce. La classica margherita (con mozzarella fiordilatte o di bufala) copre il 50% delle ordinazioni, seguita dalla napoli, da quella al salame piccante (6% delel ordinazioni) e dalla capricciosa (5%).

Va forte anche la pizza surgelata

Quanto alla qualità della pizza, secondo il 53% delle risposte essa dipende dalla mozzarella e secondo il 49% delle risposte dalla lievitazione, mentre la sua bontà dipende dai pomodori per il 43% delle risposte. Se qualcuno pensa che gli italiani abbiano atteggiamenti snobistici verso la pizza surgelata, si sbaglia. Questo prodotto vale l’11% di tutto il surgelato italiano, è il prodotto surgelato più richiesto in assoluto e gli italiani nel corso del 2016 hanno consumato 50 mila tonnellate di pizza surgelata, per un incremento del 4,5% sul 2015. Ecco perché Nestlé, multinazionale svizzera del food per la GDO, sta investendo in uno stabilimento nei pressi di Benevento, la cui produzione dovrebbe andare a regime ad ottobre 2018. Il nuovo impianto nasce da un investimento da 50 milioni di euro sviluppato con Governo, Regione Campania e Invitalia. Su tre linee di montaggio rivoluzionarie per tecnologie e logistica verranno prodotte fino a 350 pizze al minuto, destinate al mercato europeo attraverso il marchio “Bella Napoli” Buitoni.

La web agency a monza

L’area di Monza contiene ormai un insieme di aziende di altissimo livello, che negli ultimi anni hanno decisi di approcciare al web in modo più completo e redditizio. La cittadina, estremamente vicina a Milano, ma allo stesso tempo diversa nella logica imprenditoriale, l’area della Brianza vanta molti piccoli e medi imprenditori che vogliono far crescere il proprio business approfittando delle opportunità di marketing disponibili online. Una web agency Monza, Veralto, può gestire campagne di web marketing complesse, che possano condurre a risultati concreti grazie a competenze tecniche elevate nel web design, nella SEO e/o social network, ma senza trascurare la conoscenza approfondita e radicata del tessuto economico locale. Ogni scelta o azione intrapresa sul web deve, necessariamente, considerare il pubblico target alla quale è rivolta, e nella fattispecie la zona di Monza e provincia ha le sue abitudini e caratteristiche che vanno ascoltate e soddisfatte. Le attività di posizionamento sui motori di ricerca vanno analizzate sulla base delle keyword più redditizie a livello locale, anticipando quali potrebbero essere gli obiettivi in termini di visibilità raggiungendo il massimo in termini di conversioni. Per chi fosse alla ricerca, di una weg agency a Monza e Brianza seria, esperta, e sopratutto onesta e trasparente, in grado di definire gli obiettivi di web marketing reali e, pertanto, raggiungibili, dovrebbero valutare questo profilo. Ad oggi numerose aziende hanno dato fiducia a questa realtà.

Cinque novità con cui Facebook tenterà il rilancio

Il 2018 non è iniziato bene per Facebook. Non solo per lo scandalo Cambridge Analytica che ha messo in luce importanti falle di privacy e costretto Zuckerberg a pubbliche ammissioni di responsabilità. Tiene banco anche la difficoltà di sviluppo della tv on demand dell’azienda di Menlo Park, nonché la perdita di giovani utenti attivi, attratti da social network con una minore presenza di genitori, insegnanti e altre figure che possono tenerne sotto controllo i comportamenti e i post.

Facebook prova a reagire con l’annuncio di cinque grandi novità che arriveranno nei prossimi mesi e riguarderanno diversi prodotti e brand dell’azienda di Zuckerberg. La prima novità è legata al lancio di Oculus Go, un visore di realtà virtuale pensato per essere facile da usare e accessibile nel prezzo, visto che il modello con memoria da 32 GB dovrebbe costare solo 219 euro e quello con memoria 64 GB circa 270 euro. Con Oculus Go sarà possibile navigare su internet, videochiamarsi con gli amici, giocare in modo condiviso e visitare beni museali e altri siti d’interesse. Tuttavia è la seconda novità annunciata direttamente da Zuckerberg a rialzare le quotazione di Oculus Go, il lancio dell’app Oculus Tv che integra la programmazione di Netflix, Showtime (che ha recentemente realizzato la serie Twin Peaks 3 diretta da David Lynch) ed Espn: la visione di film e programmi tv sarà dunque uno degli atout principali di Oculus Go.

La terza novità riguarda invece il tallone d’Achille della privacy. Si tratta di Clear History, funzione di Facebook che consentirà di conoscere la cronologia di app e siti con cui l’utente ha interagito, cancellando i cookies e disabilitando tutto ciò che è indesiderato. Naturalmente la rinuncia ai cookies potrebbe dare problemi di navigazione, ma su questo fronte la politica di Facebook sarà quella di rendere l’utente libero di scegliere, fornendo gli strumenti adeguati per cancellare la cronologia e salvaguardare la privacy.

Novità legate alle privacy e al mondo del dating

Ci sono novità in arrivo anche per Instagram, social network appartenente a Facebook Inc. che sta conoscendo ottimi tassi di crescita in termini di utenti attivi. Utenti che presto potranno videochiamarsi grazie all’implementazione di una chat video simile a quella di Messenger e Whatsapp, mentre un sistema anti-bulli segnalerà e cancellerà commenti con attacchi alle caratteristiche fisiche e minacce agli utenti. Quinta e ultima novità sarà, su Facebook, lo sviluppo della funzione discover people, declinato in chiave dating: saranno messe in contatto, in base ad interessi ed altri parametri, i sigle della piattaforma che se vorranno, potranno approfondire la conoscenza. In questo senso Mark Zuckerberg si appresta a fare concorrenza diretta a Match Group, proprietaria della celebre app di incontri Tinder.

Le quattro regole per diventare influencer

Il mito dell’influencer sembra coincidere con quello della giovinezza, dei millennials capaci di muoversi bene sia online sia offline, di adattarsi, stravolgendo i vecchi modelli anche con pochi strumenti, ancor meno competenze ma molto, molto ingegno. Analizzando il successo delle gemelle marchigiane Faleppa, nato sul web e proseguito nelle boutique in Italia e all’estero grazie alle loro creazioni, o di PewDiePie, youtuber svedese che commenta i giochi in uscita, si potrebbe pensare che tutta l’irriverenza e la sfrontatezza di cui si è capaci può creare – con l’uso della tecnologia piattaforme web e dei blog – un abbraccio vincente. Ci siamo chiesti che peso hanno il genio, la sregolatezza e altri fattori nel mondo degli influencer e alla fine sono emerse quattro regole osservate consapevolmente o inconsapevolmente nei casi di successo.

Appassionarsi a un argomento

Un sinonimo possibile di “influencer” è quello di “esperto”. Un influencer di successo è qualcuno che padroneggia bene un argomento, talmente bene da riuscire in punti di vista originali, argomentazioni puntuali e utili agli utenti. È capace di creare relazioni con altri utenti su determinati argomenti. Presto apre un blog, un canale o un account sui social e condivide contenuti. L’essere esperto coincide spesso con la propria passione, un campo che colpisce da giovanissimi e che s’intreccia al nativismo digitale. L’argomento padroneggiato può essere anche futile o superficiale, basta che risulti originale o di nicchia.

 

Salvaguardare la reputazione

Nella ricerca di argomenti forti, sono tanti gli influencer che si sono bruciati. Questo per comportamenti eccessivi, fake news costruite ad arte e sponsorizzazioni furbette che deludono i follower. La competenza, la fiducia e la trasparenza sono due qualità che non dovrebbero mai mancare a un influencer e nella relazione che instaura con gli altri utenti: ne va della reputazione sua e dei brand che è chiamato a rappresentare.

Un influencer deve saper creare engagement

L’influencer deve creare conversazioni intorno ai suoi contenuti, fino a generare quella eco che si chiama viralità. Per questo deve costruire una sua audience attraverso più canali. Se alcuni social network come Instagram sembrano garantire una visibilità impensabile fino a pochi anni fa, occhio però a non tralasciare il caro vecchio blog, più adatto a mostrarsi esperti di un argomento e a costruirsi un’identità riconoscibile nel tempo.

Fedeltà agli obiettivi

Un influencer deve sempre adattare la sua azione ad obiettivi concordati con il brand che rappresenta. È giusto improvvisare e non guardare solo ai dati misurabili, alla quantità, ma bisogna concentrarsi su ciò che è prioritario senza innamorarsi troppo del ruolo da vip. L’obiettivo di comunicazione non sempre coincide con l’aumento della visibilità: spesso un brand può dettare un’esigenza diversa, come quella dell’aumento della reputation, dell’equity o dell’awareness.

 

Sky e Netflix insieme per proteggersi dalle nuove tv

Sui social c’è perfino dell’ironia, ricordando che “Skynet” nel cult movie degli anni ’80 Terminator è la società di intelligenza artificiale che dà vita ai cyborg con le fattezze di Arnold Schwarzenegger. Ma l’alleanza tra Sky e Netflix, che manterranno i rispettivi brand affiancandoli gradualmente, è una faccenda serissima che non ha nulla di fantascientifico, un’operazione ricercata per cumulare vantaggi su più fronti.

Sky, infatti, è impegnata in queste settimane in una vicenda finanziaria di più ampia portata, quella che la vede come possibile acquisto o di Comcast, gigante della tv via cavo statunitense, o di Disney, corporation dell’entertainment che possiede già Pixar, Lucasfilm, Marvel e 20th Century Fox, solo per citare alcune delle sue numerose attività. L’alleanza europea con Netflix ha dunque l’obiettivo di accrescere il suo valore di mercato nel corso di trattative con cifre dell’ordine di svariati miliardi di dollari. C’è poi la minaccia di nuovi o recenti entranti nel settore tv on demand: dopo le mosse di Apple e Amazon, destinate a crescere nei prossimi anni, anche Facebook potrebbe lanciare un’app focalizzata sullo streaming video.

Un’alleanza che pone fine alla guerra di prezzi

L’alleanza tra Sky e Netflix, dunque, mira a rafforzarsi reciprocamente, ampliando l’offerta di prodotti e pacchetti in abbonamento, perché entrambe le companies producono contenuti quali fiction, serie tv, film, documentari e programmi televisivi e il catalogo in futuro risulterà quanto mai appetibile per l’utenza. Con questa mossa, inoltre, le due compagnie evitano una guerra di prezzi dolorosa che riducendo il costo degli abbonamenti fa decrescere anche i ricavi. Sky e Netflix beneficeranno poi di svariati progressi in termini di condivisione dei costi in mercati ampi come quello italiano, britannico e tedesco.

Mediaset va giù in borsa

Concentrandoci sulla situazione italiana, Sky porterà in dote alla nuova alleanza circa 5 milioni di abbonati, mentre Netflix circa un milione. Numeri che di fatto rafforzano la leadership nel settore tv on demand, facendo calare in borsa (almeno in queste prime settimane di marzo, anche per via dei verdetti elettorali) le quotazione di Mediaset, il competitor più accreditato. Un abbonato a Sky Q potrà dunque vedere i programmi Netflix, mentre l’app Netflix, che già oggi è quella in cui gli italiani trascorrono più tempo, integrerà l’app di Sky Q e la possibilità di vedere i contenuti in Ultra Hd. È decisamente presto per parlare di strutturazione di vari pacchetti, prezzi e date di debutto, ma con ogni probabilità il costo del nuovo servizio sarà inferiore al prezzo cumulato degli odierni abbonamenti e le sottoscrizioni saranno possibili dal 2019.

Cambiano le frequente TV e scatta il bonus. Scopriamo in cosa consiste

Come avviene per le autovetture anche numerose televisioni andranno rottamate a breve. Appena entreranno in vigore le nuove frequenze, molte tv andranno messe da parte e, per aiutare gli utenti in questo scomodo passaggio obbligatorio, il governo ha stanziato un fondo da destinare all’ acquisto dei nuovi decoder e televisioni compatibili.

Ma in cosa consiste il bonus tv? La nuova norma entra in vigore 1° luglio 2022 con il passaggio alle nuove frequenze televisive che migreranno allo standard di trasmissione televisiva digitale DVB-T2. Questo passaggio sarà il colpo di grazia per molte televisioni presenti nei nostri appartamenti e uffici. Soprattutto le più vecchie non saranno più adatte alla trasmissione dei programmi e saremo costretti a sostituirle con modelli più recenti e compatibili.

Per ovviare a questo problema, e consentire in modo meno invasivo il passaggio al nuovo sistema, nell’ultima legge di bilancio sono stati stanziati 25 milioni di euro l’anno per il periodo che va da 2019 al 2022. La normativa dice espressamente che si tratterà di un  “contributo ai costi a carico degli utenti finali per l’acquisto di apparecchiature di ricezione televisiva”. Il bonus economico a cui si potrà accedere sarà interamente destinato all’acquisto di nuovi televisori Dvb T2 o nuovi decoder. Purtroppo ad oggi non sono state definite le modalità di erogazione del bonus che in tutti i casi non inizierà prima di 360 giorni.

Nel nostro paese sono ancora ampiamente diffusi televisori con il vecchio standard Dvb T1ma al passaggio definitivo verso le nuove frequenze, saremo obbligati  a dotarci necessariamente di apparecchi in Dvb T2 o di un decoder con digitale terrestre 2.0. Questo passaggio, molto probabilmente, peserà per oltre 300 euro nelle tasche di ogni famiglia italiana. Sicuramente non una buona notizia per gli amanti dei programmi tv più differenti.

A questo punto, visto l’imminente passaggio al nuovo standard, vi consigliamo di controllare con cura le caratteristiche del vostro televisore e soprattutto se deciderete di acquistarne uno nuovo in questo periodo.

Spetterà all’ Agcom (Autorità garante per le Comunicazioni), entro il 31 maggio 2018, l’adozione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze da destinare al servizio televisivo digitale terrestre, denominato PNAF 2018.

Risparmiare Online con i codici sconto. Dove trovarli e come utilizzarli.

Il mondo di oggi gira attorno ad internet e, di conseguenza, anche gli acquisti sono sempre più online. Ma, come accade nei negozi reali, anche qui siamo alla ricerca del miglior modo per risparmiare e, in nostro soccorso, ecco arrivare i codici e i coupon sconto. Vediamo come scegliere e utilizzare i migliori.

Si è abituati a pensare che quando si acquista online si sta già risparmiando rispetto al mondo “reale”. Prodotti di ogni genere come viaggi, abbigliamento, scarpe, sport, cibo e molto altro, sono proposti a prezzi convenienti e in diverse modalità.

Ma se vi dicessi che, oltre al risparmio proposto, è possibile ottenere un’ulteriore sconto sul vostro prodotto preferito, non sareste contenti? Ebbene si è possibile grazie al vasto  universo dei buoni sconto, codici promozionali e coupon sconto.

COSA SONO I CODICI E I COUPON SCONTO

Se non avete fretta e la vostra voglia di risparmio è forte allora navigando è possibile trovare siti web e portali che raccolgono, catalogano e suddividono, tutte le migliori proposte commerciali di tantissimi brand, dandoci la possibilità, con poca fatica, di trovare il modo di risparmiare sui nostri acquisti online.

Il nostro consiglio è comunque quello di non “abboccare” a proposte e offerte che appaiono eccessivamente vantaggiose perché, è corretto risparmiare, ma esiste pur sempre un livello oltre il quale e’ naturale ed ovvio non poter andare.

Appare quindi fondamentale la scelta di portali consolidati e sicuri che garantiscano la certezza di proposte, coupon e codici sconto verificati e funzionali.

Tra i siti web che rispettano sicuramente queste caratteristiche e, senza ombra di dubbio, sono particolarmente attenti alla qualità delle loro proposte grazie anche accordi esclusivi, abbiamo il portale Scontiebuoni.it, leader nel mercato dei codici e coupon sconto.

Nato da poco ma può vantare oltre 200 brand tra i più popolari sul mercato ed in continua crescita di popolarità, utenti e offerte. Il suo obiettivo e’ quello di fornire ai propri utenti coupon gratuiti, senza obbligo di registrazione, con cui effettuare acquisti senza sprecare denaro.

Ad esempio, acquistare prodotti di abbigliamento e accessori con i coupon di Scontiebuoni.it, permette di ottenere un ulteriore risparmio su giacche, vestiti, pantaloni e borse delle migliori marche e dei brand più famosi.

COME UTILIZZARE I CODICI E COUPON SCONTO 

Spesso i codici e coupon sconto hanno una scadenza ben definita tenetene conto per evitare di perdere un’offerta interessante per via di una svista o mancanza di attenzione.

Funzionano in modo simile ai buoni cartacei solo che, in questo caso, abbiamo un codice alfanumerico che va copiato e incollato nelle apposite aree presenti nei carrelli degli e-commerce. Basterà inserire il nostro codice e, se rispetta le condizioni d’offerta, godere del nostro meritato sconto!